Come strutturare una strategia di digital marketing efficace ed essere il “pesce veloce”

Sono tantissimi i blog dove trovare consigli su come strutturare una strategia di digital marketing efficace. Dal nostro canto, vogliamo condividere con voi, il nostro personale approccio e metodo, che utilizziamo ogni giorno nella nostra attività di consulenza, per cercare di essere “il pesce più veloce”.

 

Ogni progetto digital che si rispetti, deve avere fin dalla sua nascita, degli obiettivi chiari e definiti e richiedere determinati risultati dall’attività che si andrà a svolgere.
Nel nostro lavoro di consulenza, spesso ci imbattiamo in realtà dove i progetti sono privi di tali fondamenta e dove l’attività digital rimane un elemento marginale dell’operazione, sia di marketing che di business plan dell’attività.
L’approccio corretto, quello che porta risultati tangibili, possiamo riassumerlo in questi 3 punti:

  1. avere obiettivi chiari e definiti fin da subito;
  2. essere in grado di comprendere il dato;
  3. essere veloci e tempestivi negli interventi correttivi.

 

Come definire correttamente gli obiettivi delle attività digital

 

Sembra un paradosso, ma spesso abbiamo a che fare con progetti che non hanno una pianificazione costruttiva e lungimirante. Creare una campagna di brand awareness o di stimolazione delle vendite ed utilizzare gli strumenti web per diffonderne la conoscenza non deve essere un trend, ma deve essere un modo, spesso IL MODO, per concretizzare e monetizzare tutto l’investimento.
Le possibilità a disposizione sono molte e svariate, ma di fondo deve esserci la corretta pianificazione dell’iniziativa e soprattutto la trasmissione, ai diversi “protagonisti” aziendali e all’eventuale forza vendita, delle aspettative e delle responsabilità che derivano da tale operazione.

Vediamo insieme quali sono gli step da seguire per avere sotto controllo la strategia digital:

obiettivi: definiamo fin da subito almeno 3 possibili goal misurabili, che possono essere, le vendite online, la diffusione del brand, l’aumento delle visite ai punti vendita oppure la richiesta di informazioni e/o preventivi, etc. etc.;

misurabilità: gli obiettivi devono essere in qualche modo misurabili, sia tramite gli strumenti di analisi che in modo concreto dall’azienda. Vanno quindi creati con un fine che sia tangibile;

analizzare: per avere dei risultati, è indispensabile avere dei dati concreti e chiari su cui poter calibrare le mosse future, creare un flusso (anche modificabile nel tempo) ma che permetta di fare attività di “fine tuning” in corso d’opera e portare ad uno svolgimento performante dell’operazione;

monetizzare: dare un valore alle conversioni e ai lead generati dalla campagna, per poter intervenire rapidamente con modifiche e aggiustamenti, nel caso in cui i risultati non rispecchino le aspettative e viceversa, se soddisfacenti, aumentare la pressione per avere il massimo risultato in quel determinato periodo di tempo, senza essere limitati dal budget.

 

Capire i dati per valutare l’efficienza di una campagna digital

 

Diversi studi ci parlano di quanto sarà vincente, nel prossimo futuro, capire e studiare il dato ricavato dai diversi strumenti che il mondo digital ci mette a disposizione.
Spesso risulta un argomento non poco ostico per le aziende, che non lo considerano un loro compito. Sta al consulente digital, raccontare e spiegare tali dati, capendo quali siano gli interventi da fare in modo tale che con l’azienda, ci sia un confronto sulle azioni da compiere negli step successivi.Viene spesso dato per scontato il fatto che dietro ad una vendita persa, ci siano fattori che possono risiedere nell’ambito tecnologico (usabilità, difficoltà di navigazione, prodotto visualizzato male o poco enfatizzato), nel prodotto/servizio venduto (troppo caro, diverso dalle aspettative o esigenze del potenziale cliente), sociologico (si sbaglia il target di riferimento, non si parla nel modo corretto, non si conosce il target, …) o non ci sono leve adatte al coinvolgimento dell’utente (non c’è un effetto wow del prodotto, non c’è un incentivo economico, un coinvolgimento emotivo …).

 

 

Manovre correttive ed interventi veloci

 

Essere tempestivi, ha il vantaggio di riuscire a cambiare rotta quando necessario ed avere la risposta più coerente nel momento più idoneo.
Consentire all’agenzia di avere un controllo costante, quotidiano e continuativo, non solo in fase di setup ma durante l’intero ciclo dell’operazione digital, permette di capire cosa succede nei diversi frangenti dell’operatività ed intervenire per aggiustare il tiro.
Solitamente, si tende ad “isolare” l’operatore digitale, che ha quindi una visione limitata di ciò che avviene, ma se l’azienda lo integra nelle sue fasi aziendali e lo coinvolge nelle dinamiche di vendita allora può dare il massimo delle performance e soprattutto, capire nel minor tempo possibile quali accorgimenti si possono attuare.Considerando che la “campagna perfetta” non esiste, dobbiamo tener conto di diversi fattori come:

• la stagionalità
• la differente percezione del marchio nell’arco del tempo
• gli avvenimenti geopolitici
• i costumi degli utenti
• le variazioni tecnologiche.

Tali fattori, portano ad un continuo ritocco della strategia iniziale.

 

Chiudiamo citando Klaus Schwab, fondatore del World Economic Forum:

“Non è il pesce più grande che mangia il pesce più piccolo, ma il pesce più veloce che mangia il pesce più lento!”

Essere piccoli ma veloci, permette di essere vincenti, rispetto a realtà più strutturate, ma probabilmente più lente.
Per questi motivi, consigliamo di sviluppare una strategia digital che sfrutti diversi canali di comunicazione.
In questo modo, permettiamo lo sviluppo e l’eventuale correzione di uno o più rami dell’operazione.
L’intervento su un’attività e strategia circoscritta, risulta infatti molto più veloce e reattivo, rispetto a dover modificare e adattare strutture complesse e macchinose.

Per un confronto o per eventuali richieste di informazioni, vi invitiamo a visitare la nostra pagina contatti.

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