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Digital Strategy

Youtube o non Youtube, questo è il dilemma! 6 motivi per investire sui video.

Investire sui video e su Youtube può portare dei risultati tangibili? Noi abbiamo creato un percorso per spiegare quanto sia valida come pianificazione e come poter misurare i diversi kpi.

 

1) La presenza di video nel web: piattaforme a confronto
Come sappiamo, ci sono principalmente due piattaforme dove gli utenti visualizzano video: Youtube e Facebook.

Nonostante in alcuni casi la modalità di fruizione delle due piattaforme sia sovrapponibile è bene operare alcuni distinguo:
Facebook eroga i contenuti in modalità push, proposti all’interno del feed dell’utente; quest’ultimo, dunque, si trova in una posizione di esposizione passiva.

Le cose vanno diversamente all’interno di Youtube, strumento, invece, prettamente pull: qui l’utente è propenso alla ricerca di un determinato contenuto in funzione dei propri gusti.

Statistiche video

2) Trend 2018: uno sguardo ai numeri
Secondo Cisco entro il 2019 quasi l’80% del traffico internet sarà occupato dai video: un ruolo cardine è sicuramente occupato dalle piattaforme di contenuti streaming in alta qualità (netflix, nowtv, etc.). Il dato che deve far riflettere è che il 65% della popolazione visualizza il 75% del contenuto erogato (percentuale assolutamente maggiore se paragonata alla lettura di un testo scritto).

Altro dato interessante è rappresentato dall tempo medio passato sulle piattaforme: in generale, su internet, trascorriamo 6 ore al giorno; Facebook monopolizza circa 2 ore al giorno del nostro tempo mentre le piattaforme video (Youtube e tv on demand) ci incollano allo schermo per 3 ore al giorno.

Video advertising

3) Perché utilizzare i video per fare advertising?
La metodologia di erogazione dei filmati in advertising si sta evolvendo con grande rapidità offrendo all’utente contenuti che si avvicinano sempre più ai loro gusti sia che si parli di Facebook che di Youtube. Infatti, grazie all’utilizzo di target in market o affinità, è possibile erogare il messaggio pubblicitario ad un pubblico “selezionato” avendo ottime possibilità di far visualizzare, per un tempo maggiore, il contenuto a persone attente e ben disposte al contenuto dell’advertising.
In questo campo Youtube ha una posizione di leadership grazie alla possibilità di creazione di cluster basati sull Custom Intent Audience: una novità che abbiamo testato in beta su alcune nostre campagne. Praticamente è possibile intercettare gli utenti che hanno precedentemente effettuato una ricerca su Google (quindi una necessità da parte dell’utente, per questo pull) mostrando loro dei messaggi video in stream all’interno del canale Youtube (quindi una modalità push) senza la necessità che l’utente abbia cliccato su un nostro annuncio o visitato il nostro sito. Per far meglio capire ecco un esempio: ipotizziamo di essere un produttore di divani e che un utente abbia cercato la parola “sofà” su Google e che, in maniera spontanea, abbia cliccato un annuncio di un competitors e visualizzato le pagine del suo sito; quando lo stesso utente accederà a Youtube potremo far visualizzare il nostro messaggio pubblicitario, avendo la possibilità di far leva sul suo desiderio di quella specifica tipologia di prodotti.
Inoltre, grazie alla nuova funzione “true view for action”, in alpha test solo per agenzie Google Premier Partner selezionate, riusciamo anche a veicolare traffico dai video adv verso il sito web. Si tratta infatti dell’inserimento di call to action più evidenti, chiare e customizzabili che permettono un maggior coinvolgimento dell’utente.



Video content

4) La qualità dei contenuti è importante
Abbiamo capito che le persone trascorrono moltissimo tempo su internet ed amano i video, che possiamo far vedere loro quello che vogliamo e con precisione sempre maggiore. Ma dobbiamo ricordare che gli utenti sono sempre più abituati a questo genere di contenuti: sempre più aziende usano il mezzo digitale per dialogare con i consumatori ed è quindi impensabile che un video mal realizzato o dai contenuti poco accattivanti possa riscontrarne il gradimento. Diventa fondamentale studiare il nostro audience, capire cosa gradisce e cogliere come ragiona in base alla sua buyer journey. Uno spot creato per la tv non è detto funzioni bene anche sul web: se il vostro consulente vi suggerisse questo approccio dimostrerebbe di non aver compreso i meccanismi di funzionamento della comunicazione digitale nel 2018.
L’analisi iniziale e la realizzazione di materiale opportunamente studiato sono fondamentali per poi creare spot che abbiano true view elevate.

Analisi video

5) Misurabilità e analisi dell’attività
Il digital è trasparente e tutti i dati che si analizzano sono un indice per saggiare la qualità dell’attività. Durante lo svolgimento della campagna è importante monitorare le kpi fissate in fase di analisi iniziale. Quindi, in funzione dei risultati attesi, va sicuramente fatto un check dopo i primi giorni di attività, monitorando attentamente il comportamento degli utenti e verificando quanto riusciamo a “variare ed influenzare” la loro richiesta latente e la loro scelta futura.
Siamo in grado di misurare il rendimento della campagna attraverso numerosi parametri come ad esempio numero di visualizzazioni, impression, percentuale di visualizzazioni, durata media delle visualizzazioni, clic e tasso di coinvolgimento ecc..
Un ulteriore potente sistema per monitorare l’efficacia dei video in advertising su Youtube è il nuovo tag di monitoraggio delle conversioni view-through, che permette di capire quando un cliente visualizza un annuncio YouTube e successivamente completa una conversione sul sito web. Questa funzione consente di calcolare il numero di conversioni online che si sono verificate in 30 giorni dopo che l'utente ha visualizzato, ma non selezionato, un annuncio video. Il monitoraggio delle conversioni view-through consente di verificare più accuratamente il ritorno sull'investimento (ROI) delle campagne display e video e di ottimizzarle in base alla risposta degli utenti agli annunci.
Facciamo il solito esempio pratico: l’utente ha visualizzato lo spot di un’azienda di divani su youtube, successivamente ha cercato su Google il brand di cui sopra ed infine è atterrato sulla landing page o direttamente sul sito: con il monitoraggio delle conversioni view-through ora possiamo conoscere e tracciare anche questo percorso lungo tutte le sue derive.

Survey di Youtube

6) Survey di gradimento
L’ultimo elemento messo a disposizione agli inserzionisti Youtube sono i sondaggi con i quali abbiamo imparato a familiarizzare da qualche tempo. Grazie al supporto del team dedicato all’agenzia è infatti possibile attivare tre differenti sondaggi, che vengono erogati nei giorni successivi alla fruizione dei video in advertising.

Le metriche su cui possono basarsi sono principalmente 3:
-ad recall: viene sottoposta la richiesta: “vi ricordate dello spot?” ad un numero di persone (8.000) in maniera random tra utenti che abbiano o meno visto il video;

-brand awareness: viene sottoposta la richiesta “vi ricordate del brand xxx?” ad un numero di persone (8.000)  in maniera random tra utenti che abbiano o meno visto il video;

-consideration: viene monitorato il numero degli utenti a cui è stato esposto il filmato che hanno poi effettuato una ricerca del marchio su Google.



Grazie a questi accorgimenti, le nostre campagne video su Youtube continuano ad inanellare successi prestigiosi.

 

 

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